TRINI LÓPEZ ALGUACIL – Ceramista

Trinidad (Trini) e suo marito Agustín hanno lavorano con piastrelle in ceramica da oltre 30 anni. Le hanno prodotte utilizzando principalmente acqua, fango e colori e hanno venduto i loro prodotti in tutta la Spagna e nel mondo.

La fabbrica di Agustín e Trini si trova a Santa Fe, nella provincia di Granada. Hanno iniziato a lavorare in questo campo spinti dalla tradizione familiare. Il padre di Trini lavorava in questo campo fin da bambino e a lei piaceva molto il suo lavoro. Era sempre in negozio a guardare il lavoro del padre. Da quando era una ragazzina, aveva sempre voluto partecipare ai che faceva il padre e, giorno dopo giorno, imparava come utilizzare le diverse tecniche, distinguere i materiali, impostare la temperatura del forno e molto altro ancora.

Le loro piastrelle sono principalmente utilizzate per decorare cucine, bagni o il patio nelle case, negli alberghi e negli edifici pubblici o anche solo per decorare le pareti di qualsiasi stanza. Loro sono ben noti nella zona di Santa Fe e nella regione dell’Andalusia e hanno anche clienti in tutto il resto del mondo: Arabia Saudita, Marocco, Algeria, Dubai, Qatar, Italia e Stati Uniti. In Spagna, hanno lavorato per clienti in tutto il paese: un esempio è il padiglione della Mostra Internazionale di Siviglia nel 1992.

Origine delle ceramiche e rispettive proprietà

Le piastrelle spagnole si sono guadagnate una reputazione in tutto il mondo per alcune delle combinazioni più brillanti e colorate. Le origini delle piastrelle spagnole risalgono a migliaia di anni fa.

Durante il Medioevo e prima dell’invasione musulmana nel 711, le ceramiche venivano ampiamente prodotte in nella costa orientale e nel meridione spagnoli, comprese le piastrelle per la progettazione e la produzione, pezzi pratici, opere d’arte del mosaico, tegole, fontane, e così via. Pezzi incredibili di piastrelle artigianali furono prodotte per palazzi e chiese in tutta la Spagna. In seguito si sono sviluppate e diffuse in tutte le case spagnole per pavimenti, cucine, bagni e, soprattutto, cortili interni.

Le piastrelle sono smaltate con ossidi metallici e di vetro che aiutano a proteggere le superfici piastrellate, le rende resistenti, ma anche lucide e brillanti per quanto riguarda il design. La ceramica spagnola ha cominciato l’esportazione da molte città in Andalusia, al sud della Spagna. Ricche dell’eredità islamica e araba, le piastrelle in ceramica sono state esportate in tutto il Mediterraneo, l’Europa e poi nel mondo.

Al giorno d’oggi, le piastrelle spagnole variano dal moderno al tradizionale, dal colorato alla fantasia, al design che richiama il legno. Le piastrelle spagnole, quelle di tipo tradizionale e originale, possono essere piuttosto costose, ma sono estremamente di alta qualità e di lunga durata. Le piastrelle di ceramica sono, infatti, molto resistenti contro vari fattori dannosi, come l’acqua, il vento e il calore. Una copertura in vetro su questo materiale fornisce impermeabilità al prodotto, il che lo rende più resistente alla pioggia, ed è per questo che è generalmente utilizzato nella costruzione di tetti.

Descrizione del lavoro e materiali

Trini e il marito producono tre tipi di piastrelle:

1) Arista: Direttamente dalla tradizione araba. Ogni colore è separato sulla piastrella da una piccola cresta (arista?).

2) Cuerda Seca (corda asciutta): Tra i diversi motivi e colori che la piastrella può avere c’è un piccolo spazio, come una ‘strada’, per separarli.
3) piastrelle artistiche dipinte a mano con motivi floreali, animali etc.

Trini e suo marito lavorano con diversi materiali, ma principalmente con fango e acqua. Lavorano anche con diversi ossidi di cobalto e stagno, che usano per le decorazioni di piastrelle. Su un pezzo sagomato di fango fresco rettangolare e squadrato viene applicato un motivo specifico. Una volta che la piastrella è disegnata, viene messa in forno ad una temperatura di 800-900 ° C. Quando la piastrella è pronta, viene dipinta con smalti colorati e poi la piastrella viene inserita di nuovo nel forno per completare il processo. “Veniamo qui ogni giorno e abbiamo sempre del lavoro da fare. Se abbiamo alcune richieste in sospeso, noi iniziamo prima a lavorare su quelle. Ci sono sempre cose da fare, come ad esempio pulire o ordinare i materiali di cui siamo a corto”Trini, spiega.

La base delle piastrelle è fatta di argilla, possono essere più rosse, se sono altamente ferruginose o più bianche, se sono più calcaree. Per ottenere il colore è necessario utilizzare smalti che contengono molta silice, che rende alla vista le piastrelle come fossero fatte di vetro. Lo smalto più costoso utilizzato oggi, e uno degli effetti più difficile da ottenere, è il riflesso metallico, che deve essere elaborato con ossidanti e riducenti.

Riassunto

Dato che Trini e suo marito stavano lavorando in questi anni come tutti gli artigiani, hanno attraversato alti e bassi sul mercato, ma sono sempre stati grado di andare avanti. “La crisi economica ha contribuito a rendere difficile un certo periodo di tempo per il nostro lavoro, ma siamo riusciti a mantenere la nostra professione e ottenervi da che vivere.”

E per quanto riguarda il futuro della fabbrica? “Sembra che il nostro bambino stia per riaprire l’officina, e noi, anche se siamo già in pensione, continueremo ad aiutarlo a poco a poco. Nostro figlio non andrà a lavorare direttamente nella creazione delle piastrelle per ora ma si assumerà soprattutto la gestione della società. Siamo anche in contatto con una società privata che cercherà di aprire nuovi mercati internazionali ed ampliarci a nuovi clienti. “

E aggiunge: “Dopo tutti questi anni ci rende tristi osservare che la professione di artigiano è sempre meno apprezzata e sta lentamente scomparendo. Siamo già in pensione, ma ancora continuiamo a venire al negozio e facciamo dei piccoli lavori. Sappiamo che presto dovremo delegare qualcuno per portare a termine tutti questi compiti. Abbiamo trascorso un paio di mesi a contatto con una società esterna che è interessata a muoversi per riaprire l’officina e continuare la tradizione. Per fare questo io assumerò nuove persone e mio figlio collaborerà con loro e noi, ovvero me e mio marito. Saremo anche qui quasi ogni giorno per dare una mano in qualsiasi modo possibile. Anche se nostro figlio non voleva lavorare in officina fin dall’inizio, a causa della crisi e la mancanza di lavoro, è stato più incline a conoscere questo mondo e lavorare in officina, anche se non direttamente sulla creazione di piastrelle”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *